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IVA agevolata su integratori?

IVA agevolata su integratori? La Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiarisce la differente portata giuridica della categoria di “alimento” nella normativa alimentare ed in quella tributaria, tale per cui solo alcune tipologie di integratori alimentari meritano il beneficio dell’IVA con aliquota ridotta.

La sentenza

Analizzeremo brevemente la sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo del 1.10.2020, Sez. X, nella causa C-331/19, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte suprema dei Paesi Bassi nel procedimento instauratosi tra l’Autorità fiscale nazionale e un’impresa privata.

Il quadro normativo

L’art. 2 del regolamento (CE) n. 178/2002 (la c.d. “general food law”), che fornisce la definizione di alimento, prevede che è considerato tale qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito da esseri umani.

Ai fini della presente disamina, non è necessario approfondire ulteriormente le implicazioni di tale definizione.

L’allegato III della direttiva 2006/112/CE (c.d. “direttiva IVA”) contiene l’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi che possono essere assoggettate alle aliquote IVA ridotte di cui all’articolo 98, e, al punto 1, riporta quanto segue:

Prodotti alimentari (incluse le bevande, ad esclusione tuttavia delle bevande alcoliche) destinati al consumo umano e animale, animali vivi, sementi, piante e ingredienti normalmente destinati ad essere utilizzati nella preparazione di prodotti alimentari, prodotti normalmente utilizzati per integrare o sostituire prodotti alimentari”.

La decisione della Corte di Giustizia UE

La disputa che ha originato il rinvio pregiudiziale all’Organo nomofilattico unionale riguardava un imprenditore olandese che, nel proprio negozio, vendeva integratori alimentari “afrodisiaci” ai quali veniva applicata l’aliquota IVA ridotta, come previsto dalla normativa tributaria nazionale per tutti i generi alimentari.

L’amministrazione tributaria, tuttavia, nella sua attività di controllo, contestava una simile condotta, ritenendo che non si trattasse di prodotti alimentari ai sensi delle pertinenti disposizioni della direttiva IVA.

Secondo i giudici del Lussemburgo, la ratio sottesa alla normativa fiscale europea in materia di imposta sul valore aggiunto è di rendere meno onerosi, e quindi maggiormente accessibili al consumatore finale, sul quale grava in definitiva l’IVA, taluni beni ritenuti particolarmente necessari (par. 34 della sentenza), tra cui rientrano sicuramente gli alimenti.

In tal senso, tuttavia, occorre precisare che proprio il connotato di essenzialità dovrebbe far restringere la portata della norma tributaria di favore a quei prodotti che apportino all’organismo umano sostanze nutritive necessarie al mantenimento in vita, al funzionamento e allo sviluppo di tale organismo (par. 35).

Gli altri cibi, per contro, che pur sono classificabili come alimenti secondo il regolamento (CE) 178/2002, ma che non siano dotati di siffatte caratteristiche (quali, appunto, integratori alimentari aventi, come scopo esclusivo, il supporto alle funzioni psico-fisiche di tipo sessuale), non dovrebbero beneficiare di un’IVA agevolata (par. 36).

La sentenza ha indubbiamente il pregio di preservare lo scopo della direttiva IVA, laddove prevede la possibilità di definire regimi di favore per taluni beni essenziali per la vita, ma rende sicuramente foriera di applicazioni imprevedibili la decisione in merito all’applicazione di aliquote inferiori su varie tipologie di prodotti in commercio, non essendo per nulla agevole distinguere tra integratori alimentari funzionali per le normali funzioni dell’organismo e quelli puramente “ricreativi”.

In ogni caso, è uno spunto di riflessione interessante se si pensa che l’unitarietà del concetto di “alimento” secondo la general food law si scompone quando viene proiettato attraverso il prisma di testi normativi dettati in altri settori del diritto, con finalità peculiari.