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La tutela del diritto d’autore nel food

Ecco il quarto di cinque articoli che tratta della tutela della proprietà intellettuale nel settore alimentare, con una breve analisi di costi ed opportunità.

In particolare, vedremo qui la tutela del diritto d’autore nel food.

Dopo anni di ricerche, o per puro caso, avete elaborato la ricetta perfetta per una nuova “Coca Cola”?

Avete inventato un nuovo dolce combinando ingredienti esotici da ogni parte del mondo con un risultato inaspettato e straordinario?
O ancora avete scoperto che un raro frutto africano potrebbe fornire la base per un nuovo energy drink buono, sano e in grado di far tremare la “Red Bull”?

Bene, vediamo cosa si può fare per evitare che altri vi “rubino l’idea”.

Gli strumenti di tutela della proprietà industriale

Senza scendere troppo nei tecnicismi, basti sapere che l’ordinamento italiano ed europeo (in realtà in questo campo vi è un grado di armonizzazione molto elevato tra le legislazioni di tutti i Paesi del Mondo) mettono a disposizione di un ideatore creativo diversi strumenti di tutela.

Parliamo, in particolare, del marchio d’impresa, del brevetto, del disegno o modello ornamentale e, infine, del segreto industriale (ve ne sono altri ma non li tratteremo nello specifico).

Come dicevamo, in questo quarto articolo l’attenzione sarà concentrata sulla tutela del diritto d’autore.

Il diritto d’autore nel mondo del food

Oltre al marchio di forma e al disegno o modello ornamentale, esiste un’ulteriore possibilità per tutelare la particolare forma di un cibo: tramite il diritto d’autore (legge 22 aprile 1941, n. 633).

Si tratta, in realtà, di uno strumento di proprietà intellettuale più confacente all’attività di uno chef o pasticcere creativo che non a quella di un industriale.

Il diritto d’autore, infatti, in questo settore, ben potrebbe tutelare un particolare impiattamento (il food plating, come potrebbe essere il famoso “Uovo alla Cracco” o il gelato “Spaghetti Ice”) o un libro di ricette purché, in entrambi i casi, il pubblico di riferimento vi possa attribuire un carattere creativo o artistico nuovo (quindi, per stare a quest’ultimo esempio, non un mero elenco di ingredienti e descrizioni del procedimento da seguire, ma un libro con espressioni, immagini, curiosità che denotino la personalità dell’autore e il suo impegno creativo). Da un lato, dunque, deve trattarsi dell’espressione non banale dell’idea dell’artista, dall’altro tale idea deve comunque poter essere distinguibile da un’opera precedente.

Considerazione importante, soprattutto per i creativi del cibo, è che per godere di tutela non occorre che l’opera venga per forza “documentata” tramite foto o descrizioni su supporto cartaceo o informatico. E’ necessario e sufficiente che il pensiero dell’artista venga materialmente concretizzato e realizzato.

Inoltre, la tutela del diritto d’autore è assolutamente gratuita e scatta automaticamente a partire dal primo momento in cui l’opera viene ad esistere. Chiaramente, per evitare dispute in merito a chi per primo l’abbia concepita e realizzata, è consigliabile (nel caso di un libro di ricette, per esempio) il deposito presso la SIAE o altra società equivalente. Ulteriore considerazione degna di nota, è che i diritti patrimoniali nascenti da questo strumento di tutela durano per tutta la vita dell’autore e per altri 70 anni oltre la sua morte.

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