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Regno Unito: decisione su integratori per il controllo del peso

Regno Unito, decisione su integratori per il controllo del peso: la Advertising Standards Agency, agenzia che si occupa di vigilare sulla correttezza delle informazioni pubblicitarie diffuse dalle aziende di ogni comparto merceologico, ha emesso, il 4 dicembre 2019, un’interessante decisione che ha ad oggetto i cc.dd. claim generici, secondo l’art. 10 par. 3° regolamento CE 1924/2006 e i claimpending, non ancora approvati dalla Commissione Europea, tra cui quelli sui botanicals.

Advertising Standards Agency, Ruling on HOLLAND & BARRETT RETAIL LIMITED t/a Holland & Barrett.

La decisione rappresenta dunque uno spunto di riflessione importante per comprendere le corrette modalità d’uso delle rivendicazioni sulla salute, terreno assai accidentato e complesso.

Per un esame approfondito del regolamento si rimanda a nostro articolo.

I claim generici

Come detto in quella sede, “se vengono adottate indicazioni generali, le quali suggeriscono che il consumo di un determinato alimento o sostanza nutritiva sia positivo per la salute nel suo complesso o per l’aumento del benessere, senza ulteriori dettagli sull’organo o funzione metabolica interessati, è obbligatorio aggiungere anche un’indicazione specifica pertinente (tra quelle autorizzate ovviamente) accanto o dopo quella generica. Il motivo è facilmente intuibile, se si pensa che i messaggi generici e semplicisti potrebbe trarre in inganno il consumatore, portandolo a ritenere che i benefici “millantati” siano maggiori di quelli effettivi. In ogni caso, tra le due indicazioni, quella generale e quella specifica, occorre che vi sia un’attinenza che, a sua volta, sia fondata scientificamente in considerazione della composizione dell’alimento pubblicizzato.”

Fatta tale breve premessa normativa, l’agenzia del Regno Unito ha analizzato degli integratori alimentari venduti da un’importante player del settore, pubblicizzati come “integratori per la gestione del peso”.

Ebbene, tale dicitura, utilizzata per contrassegnare la tipologia/categoria degli integratori in oggetto, secondo la decisione dell’ente, rappresenta essa stessa un claim. Per la precisione, un claim generico sulla salute che ricade sotto l’applicazione dell’art. 10 par. 3° regolamento CE 1924/2006 prima citato.

Ciò significa che, per essere ammissibile, deve essere accompagnato da una pertinente indicazione sulla salute autorizzata dalla Commissione Europea, basata su prove scientifiche generalmente accettate e ben comprese dal consumatore medio.

Questo perché la dicitura relativa alla “gestione del peso” viene intesa dai consumatori come un’affermazione sulla funzione dei prodotti contenuti in quella categoria, capace di influenzarne le decisioni d’acquisto ed è quindi assolutamente necessario che essa sia accompagnata da uno o più claim pertinenti, ovvero relativi specificamente alla riduzione/controllo del peso corporeo.

Nel caso specifico, il responsabile delle informazioni degli integratori aveva optato per rivendicazioni di diversa natura, in ciò dunque violando il regolamento 1924/2006.

Ad esempio l’indicazione “il cromo contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti“, autorizzata ed inserita nel registro UE, non potrebbe essere intesa dal consumatore medio come un aiuto al mantenimento del peso.

I claimon hold” o “pending

Altro tema interessante affrontato, riguarda l’uso dei claim non ancora approvati da EFSA in via definitiva (e dunque nemmeno rigettati). Molti di questi riguardano i botanicals, per i quali, in Italia, sono state rilasciate linee guida con le rivendicazioni approvate dal Ministero della Salute.

Secondo l’Agenzia pubblicitaria del Regno Unito, tali claims possono essere validamente impiegati o ex art. 28 par. 6° del regolamento, e dunque in ottemperanza a norme di carattere nazionale previgenti l’entrata in vigore del regolamento medesimo (1° luglio 2007), oppure ex art. 28 par. 5° sotto la responsabilità degli operatori economici del settore alimentare, che devono garantirne la conformità al regolamento e alle vigenti disposizioni nazionali applicabili, fornendo prove scientifiche a supporto della loro veridicità.

In questo senso l’indicazione associata al guaranà “tradizionalmente utilizzato nel controllo del peso / utilizzato per contribuire al metabolismo dei grassi che a sua volta aiuta il controllo del peso“, seppur pertinente al claim generico “gestione del peso”, nel caso specifico era illegittima poiché non era conforme le disposizioni vigenti nel Regno Unito prima del 1° gennaio 2007, né erano state esibite prove a suffragio della fondatezza della rivendicazione stessa.