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Tag: export

Indonesia e il divieto del claim “senza olio di palma”

Indonesia e claim su olio di palma. L’agenzia nazionale indonesiana per il controllo dei farmaci e degli alimenti (BPOM) ha emesso recentemente il divieto di utilizzare rivendicazioni del tipo “senza olio di palma” sulle etichettature degli alimenti. L’olio di palma è una delle principali industrie dell’Indonesia, fra i primi produttori

Cina e alimenti per fini medici speciali

Cina: l’ente regolatorio cinese CIRS ha pubblicato le Linee guida per la conformità degli alimenti per fini medici speciali Gli alimenti a fini medici speciali (foods for special medical purposes – FSMP) fino al 2015, per oltre quarant’anni, sono stati usati in Cina come “preparati per la nutrizione intestinale” ed

Giappone e allergeni

Giappone: le mandorle inserite tra gli allergeni da evidenziare in etichetta. La Consumer Affairs Agency (CAA) del Giappone ha incluso le mandorle nel suo attuale elenco di ingredienti alimentari di cui si raccomanda l’evidenziazione in modo chiaro sulle etichette alimentari. In Giappone vi sono attualmente sette allergeni “ad alto rischio”,

Brexit e quadro normativo

Brexit e quadro normativo: quali regole dovranno osservare gli operatori europei del settore food & beverage? Cosa succede nell’ordinamento del Regno Unito ora? In questo intervento cerchiamo di capire come orientarci al di là della Manica per esportare prodotti agroalimentari. La normativa nel Regno Unito Il 29 marzo 2017 il

Corea del Sud e indicazione degli additivi

Corea del Sud: modifica all’indicazione di alcuni additivi. Il 26 agosto 2019, il Ministero della sicurezza alimentare e farmaceutica della Corea del Sud ha pubblicato la “Modifica parziale del Codice degli additivi alimentari della Corea / Standard e specifiche degli additivi alimentari della Corea (n. 2010-71)“. Le principali modifiche riguardano

Australia e tutela delle DOP e IGP europee

Australia e della tutela delle DOP e IGP europee: durante l’ultima seduta del negoziato tra Unione Europea e Australia nell’ambito del Free Trade Agreement, l’Unione Europea ha chiesto all’Australia di eliminare dal commercio quegli alimenti che rechino nomi confusori rispetto a indicazioni geografiche europee (es. “Feta” greca). Ai primi di