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Decreti nazionali sui controlli ufficiali

Decreti nazionali sui controlli ufficiali: l’Italia, tramite quattro decreti legislativi, modifica e abroga diverse norme nazionali, al fine di adattarsi al regolamento UE 2017/625 sui controlli ufficiali in ambito agro-alimentare (d’ora in avanti anche Regolamento Controlli Ufficiali), di cui abbiamo fornito una panoramica generale qui. Tutti i decreti sono stati adottati sulla base della legge di delega del 4 ottobre 2019, n. 117.

 

Come nostro stile, non redigeremo un articolo copia-incolla delle disposizioni dei vari decreti delegati, né faremo un commento articolo per articolo, noioso e forse inutile per la maggior parte degli operatori del settore.

Cercheremo, invece, di dare strumenti utili e di immediato utilizzo nella pratica quotidiana.

Inoltre, abbiamo aggiornato altri articoli già pubblicati per renderli attuali anche alla luce delle novelle legislative: nella nostra ottica, gli articoli devono sempre essere validi in ogni momento in cui possano essere letti. Si veda ad esempio questo intervento sui diritti e doveri dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA) nell’ambito di accertamenti di laboratorio su campioni di alimenti.

 

Articolo aggiornato al luglio 2021

 

Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 23

Il primo è il d. lgs. 23/2021, dedicato all’organizzazione e ai compiti degli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari – U.V.A.C. – che eseguono i controlli ufficiali relativi agli animali, al materiale germinale, ai prodotti di origine animale e ai sottoprodotti e prodotti derivati di origine animale provenienti da altri Stati membri.

Di particolare importanza [art. 2.1(b)] è l’obbligo per gli OSA primi destinatari delle merci di cui sopra, opportunamente registrati, di segnalare ogni partita all’ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari e al servizio veterinario dell’azienda sanitaria competente per materia e territorio, nelle ventiquattro ore precedenti l’arrivo per le partite di animali e con almeno un giorno feriale di anticipo per l’arrivo delle partite di merci. L’inosservanza di tale obbligo è sanzionata dall’art. 4.

Importante altresì la possibilità (art. 3.4) per il suddetto OSA, in caso di rilevata non conformità meramente formale, ossia documentale, di provvedere all’opportuna regolarizzazione in un arco temporale di almeno 30 giorni.

 

 

Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 24

Il secondo articolato, il d. lgs. 24/2021, è invece dedicato ai posti di controllo frontalieri – P.C.F. – del Ministero della salute e deputati ad effettuare i controlli ufficiali sulle partite destinate all’importazione nell’Unione europea (quindi provenienti da Paesi terzi) rappresentate da: animali; prodotti di origine animale; materiale germinale; sottoprodotti di origine animale; fieno e paglia e prodotti alimentari contenenti sia prodotti di origine vegetale sia prodotti trasformati di origine animale («prodotti compositi») e, infine, merci qualificate come a rischio dalla Commissione europea o per le quali sono state adottate misure di emergenza o cautelari.

Si tratta di merci il cui ingresso nell’UE è subordinato alla notifica del loro arrivo, da parte dell’operatore responsabile della partita, tramite sistema informativo TRACES, con presentazione del documento sanitario comune di entrata – D.S.C.E. – (art.2), obbligo la cui inosservanza è appositamente sanzionata (art. 5).

 

 

Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 27

Il d. lgs. 27/2021 – Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625 ai sensi dell’articolo 12, lettere a), b), c), d) ed e) della legge 4 ottobre 2019, n. 117 – è invece assai più rilevante in termini generali.

Competenza delle varie Autorità

In primis, viene ribadito il ruolo di guida (organismo unico di coordinamento) del Ministero della Salute, che non solo è l’Autorità responsabile dei rapporti con la Commissione europea e le autorità degli altri Stati membri, ma ha altresì il compito di redigere il Piano Nazionale di Controllo Pluriennale e, tramite i propri uffici operativi (come gli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari, i NAS, ecc.) ed in collaborazione con le Aziende sanitarie locali, di programmare ed eseguire i controlli ufficiali in ambito alimentare.

La competenza sui controlli è generale, eccezion fatta per una riserva di competenza attribuita al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che riguarda la vigilanza su aspetti commerciali (pratiche commerciali sleali, frodi, informazioni al consumatore, etichettatura di alimenti e mangimi), qualitativi (sistema biologico, indicazioni geografiche qualificate come DOP e IGP) e sui fitosanitari/pesticidi.

A dire il vero, non è ben chiaro perché anche al MiPAAF sia stata attribuita una competenza “transazionale” di scambi informativi con le autorità competenti di altri Stati membri, visto che solo il Ministero della Salute dovrebbe e deve essere l’autorità di riferimento per l’Italia ai sensi del regolamento sui controlli ufficiali.

Si evidenzia che i controlli su health e nutrition claim spettano in ogni caso alle autorità sanitarie e non all’ICQRF.

 

Commercio elettronico

Si segnala poi l’art. 4, co. 7, dedicato all’e-commerce, per il quale Il Ministero della Salute della deve vigilare sulla conformità e sicurezza degli alimenti venduti online, e, in caso di rilevata non conformità, può disporre l’oscuramento del sito internet oltre che la sospensione/cessazione dell’attività dell’OSA. Mancando ogni riferimento specifico sul tema, è da supporre che dovrà essere adottato un decreto ministeriale per definire meglio presupposti e limiti di un siffatto potere.

Importante evidenziare come anche chi operi solo come gestore di e-commerce, senza alcuno stabilimento sotto il proprio controllo, deve far precedere l’inizio dell’attività dalla notifica mediante SCIA (art. 6, co. 2, come illustrato più sotto).

 

Misure ablatorie

Tra le misure che le autorità possono adottare in caso di violazione delle norme alimentari, vengono specificamente contemplate (art. 5) il:

  1. sequestro amministrativo nei casi previsti dall’articolo 13 della legge n. 689 del 1981;
  2. sequestro penale nei casi di rilevazione di illeciti penali;
  3. blocco ufficiale ai sensi degli articoli 137 e 138 del Regolamento nei casi residuali.

Più che una novità, qui si tratta di una sorta di mini-compendio dal valore ricognitivo.

Come si nota, è scomparso il sequestro sanitario, previsto dalla L. 283/1962 e relativo decreto di attuazione.

Qui un nostro riassunto sui tipi di provvedimenti cautelari e ablatori in ambito alimentare.

 

Obblighi degli operatori

Ancora, viene imposto a qualunque operatore del settore alimentare (art. 6), anche quando non deve richiedere la registrazione del proprio stabilimento ai sensi del regolamento (CE) n. 853/2004, di far precedere l’avvio della propria attività dalla notifica all’Autorità competente (c.d. SCIA sanitaria) dei seguenti dati:

  • a) nome, denominazione sociale e forma giuridica;
  • b) descrizione delle specifiche attività svolte, comprese quelle effettuate mediante tecniche di comunicazione a distanza;
  • c) l’indirizzo del luogo di svolgimento dell’attività, ove effettuata in sede fissa.

 

Campionamento di alimenti

La parte più rilevante inizia senza dubbio più importanti dagli articoli 7 ed 8.

 

Regole generali sui campionamenti

In primo luogo, si precisa che quando gli ispettori degli organi competenti ai controlli devono svolgere analisi di laboratorio su un alimento, sono tenuti ad effettuare un campionamento secondo le regole generali stabilite dal decreto in esame, a meno che non vi siano norme settoriali più specifiche per il caso da accertare.

L’allegato I, in dettaglio, fornisce una serie di definizioni (es. “campione”, “aliquota”, ecc.), i contenuti del verbale di campionamento e le modalità tecniche per l’effettuazione del campione e per il suo confezionamento.

L’allegato II, invece, è dedicato ai metodi di campionamento dei prodotti alimentari da sottoporre alla verifica dei residui di prodotti fitosanitari, ai fini del controllo della loro conformità ai limiti massimi di residui (LMR) previsti dal regolamento (CE) 396/2005, indicando le procedure di campionamento e il numero minimo di campioni elementari da prelevare da una partita per le diverse tipologie di alimenti.

Il decreto prevede anche regole specifiche per i campionamenti effettuati dall’ICQRF o dai Carabinieri del Comando per la Tutela Agroalimentare nell’ambito dei controlli di competenza del MiPAAF (allegato III).

 

Campionamento di alimenti deperibili

Da notare che il decreto in commento abroga il d. lgs. 3 marzo 1993, n. 123, recante attuazione della direttiva 89/397/CEE relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari e, dunque, anche il Decreto del Ministero della Salute (all’epoca Ministero della Sanità) 16 dicembre 1993Individuazione delle sostanze alimentari deteriorabili alle quali si applica il regime di controlli microbiologici ufficiali.

Quest’ultimo testo dettava un’apposita procedura per il campionamento e l’analisi degli alimenti deperibili. Era infatti imposta la formazione di un numero di aliquote pari a 4 (in caso di alimenti già classificabili come deperibili) o a 5 (alimenti la cui deperibilità doveva essere accertata) ed inoltre, in caso di accertata non conformità, era previsto che il responsabile del laboratorio ufficiale avvisasse tempestivamente l’interessato del parametro difforme e della metodica di analisi, comunicandogli altresì il luogo, il giorno e l’ora in cui le analisi sarebbero state ripetute, limitatamente ai parametri risultati non conformi.

Il senso della disposizione era che nell’ipotesi di una matrice deperibile, per la quale cioè non vi fosse il tempo materiale necessario per procedere ad un’eventuale analisi di riesame su richiesta dell’OSA accertato, onde salvaguardare il diritto di difesa, scattasse già automaticamente, quando veniva rilevata una non conformità, una seconda analisi cui l’OSA stesso poteva partecipare personalmente o tramite o un proprio delegato.

 

Controperizia

Venendo ora al tema della controperizia (art. 7, co. 5), questa consiste in realtà in due diverse facoltà, esercitabili a proprie spese:

  1. CONTROPERIZIA DOCUMENTALE: possibilità far effettuare ad un incaricato di propria fiducia un controllo documentale di tutte le operazioni fino a quel momento svolte (accesso, campionamento, esecuzione delle analisi, ecc.), formulando apposita richiesta entro 15 giorni dalla comunicazione dell’esito sfavorevole della prima analisi da parte del laboratorio ufficiale;
  2. CONTROPERIZIA ANALITICA: possibilità di far eseguire presso un laboratorio di fiducia accreditato un’analisi di parte sull’eventuale aliquota in proprio possesso.

 

Procedura di controversia

Dopo aver chiesto ed effettuato la controperizia, l’OSA che ritenga di non essere responsabile della violazione contestatagli può attivare la procedura di controversia (art. 8) entro 30 giorni dalla notifica del rapporto di prova sfavorevole.

Anche qui, due possibilità, che consistono nel richiedere:

  1. il riesame documentale (tariffa: 500 €); e/o
  2. una seconda analisi (detta “di ripetizione”) da parte dell’Istituto superiore di sanità (ISS) (tariffa: 500 €) sull’aliquota a questo destinata (ovviamente impossibile per gli alimenti deperibili e per quelli i cui campioni erano ad aliquota singola).

La Nota DGISAN 0019604 dell’11.05.2021 esclude che, in ambito di revisione documentale in controversia, si possa prendere in considerazione la documentazione relativa all’accreditamento da parte di ACCREDIA del laboratorio ufficiale.

 

Abrogazioni

Di grandissima rilevanza, infine, le abrogazioni (art. 18).

Oltre a quella già citata del d. lgs. 3 marzo 1993, n. 123, ha fatto scalpore la cancellazione della legge 30 aprile 1962, n. 283 (con l’eccezione degli artt. 7, 10 e 22) e del relativo decreto di attuazione (d.P.R. 26 marzo 1980, n. 327).

Trattandosi probabilmente di una svista del Governo, anche in virtù del fatto che la suddetta eliminazione non era contemplata nella delega conferitagli con la legge 117/2019, è stato posto rimedio con l’art. 34 del cd. Decreto Ristori 2021, il quale ha modificato il decreto legislativo in esame, “salvando” gli artt. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 12 bis, 13, 17, 18, 19 e 22 della l. 283/1962, nonché le norme di attuazione di tali articoli contenuti nel d.P.R. 327/1980.

In breve, i reati sanitari, come la detenzione, vendita e somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, adulterati, invasi da cariche microbiche superiori ai limiti consentiti, insudiciate e nocive rimangono tuttora vigenti.

 

Garanzie difensive in sede penale

Altro corto-circuito ha riguardato l’applicabilità dell’art. 223 disp. att. c.p.p., articolo che funge da raccordo tra accertamenti amministrativi, come quelli compiuti in occasione dei controlli ufficiali e procedimento penale.

Per semplificare, non essendo questa la sede opportuna per trattare un argomento così complesso, è sufficiente ricordare come solo rispettando il principio del contraddittorio (nella formazione della prova) è possibile utilizzare l’esito dell’analisi del laboratorio ufficiale nel dibattimento penale a carico dell’imputato che è stato ammesso a parteciparvi.

Fortunatamente, dopo varie acrobazie normative, il D.L. 42/2021, convertito con modificazioni dalla L. 21 maggio 2021, n. 71, ha eliminato le parti del d. lgs. 27/2021 in cui si escludeva l’operatività della norma processual-penale sopra richiamata, che dunque resta pienamente applicabile.

 

Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 32

Il d. lgs. 32/2021, infine, riguarda le modalità di finanziamento dei controlli e delle altre attività ufficiali, con la definizione, negli allegati, delle tariffe poste a carico degli operatori del settore alimentare.

 

Sono previsti vantaggi per enti del terzo settore e associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale della Protezione civile, totalmente esentate dal pagamento delle tariffe di cui sopra e per gli operatori della produzione primaria e operazioni associate, i quali sono soggetti esclusivamente alle tariffe per: registrazione e riconoscimento;  controlli ufficiali originariamente non programmati; controlli e attività ufficiali svolte su richiesta e autorizzazioni.